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Una delle domande che più si sentono dai
non-praticanti è: perché dovrei praticare lo Yoga? Che
vantaggi ne avrei?
La risposta non si può dare in una sola riga,
perché è abbastanza complessa. Per prima cosa ci dobbiamo
chiarire su cosa intendiamo per "Yoga". Se tutti i
sentieri Yoga tendono infatti ad una
consapevolezza più profonda, sono tutti su piani diversi e
si adattano alle caratteristiche dell'individuo.
Non esiste un sentiero che vada bene per
tutti, o che sia superiore agli altri per ciascun individuo.
Questa è una cosa che dal punto di vista occidentale è
abbastanza difficile da capire (il concetto occidentale è:
<< la stessa medicina va bene praticamente per tutti>>) e che
tuttavia è indispensabile per non buttar via il nostro
tempo. Ogni sentiero si adatta infatti ad un tipo di
aspirante, anche se i vari sentieri hanno tutti dei punti in
comune.
L'Hatha Yoga è più indirizzato -almeno
agli stadi iniziali- al livello fisico; praticandolo si avrà
sempre una salute eccellente, e assai raramente si verrà
colpiti dalle malattie. Lo stesso invecchiamento
-inevitabile per ciascun essere umano- avverrà molto più
lentamente per i praticanti dell'Hatha Yoga. Questo non ha
nulla di magico o di incomprensibile: semplicemente
attraverso le posture Yoga viene fatto sì che il sangue
scorra correttamente per tutto il corpo, e che le varie
glandole vengano stimolate nel modo giusto. Continuando a
praticare per molti anni, il corpo resta sempre in grande
efficienza.
Anche per tale sentiero il fine è quello di
una maggiore consapevolezza e di una evoluzione superiore,
tuttavia questo avverrà più lentamente rispetto ad altri
sentieri.
Il gradino successivo è il Kundalini Yoga,
in cui molte delle varie posture che si sono apprese
attraverso l'Hatha Yoga verranno utilizzate insieme a nuove
forme di respirazione per incanalare verso l'alto l'immensa
energia che è dentro di noi, attraverso la quale il nostro
sviluppo evolutivo procederà più in fretta (in genere è in
questo sentiero che con gli anni possono comparire delle
nuove facoltà -o poteri- della mente).
Per individui più portati a un percorso
devozionale (in realtà non sono molti in Occidente), c'è il
Bhakti Yoga, con tutte le sue pratiche spirituali per
l'adorazione della nostra divinità prescelta, tramite canti
sacri, ripetizione di sacre sillabe, mantra, ecc.
Per coloro invece che preferiscono una via
mentale, in genere il percorso giusto è quello dello
Jnana Yoga, lo Yoga della Saggezza, in cui si riesce a
progredire attraverso la discriminazione (discriminando cio
che è IO dal NON-IO), e attraverso la pratica della
meditazione che -pur presente in varie forme negli altri
sentieri in forma diversa, in genere più grossolana- qui
assume un ruolo centrale. E' un tipo di meditazione più
sottile, non basato su nomi e forme (oppure lo è solo ad uno
stadio iniziale), ma sull' IO, attraverso il quale si riesce
a comprendere, a tempo debito, la nostra vera natura.
Qualunque sia il sentiero scelto, è
importante ricordare che nello Yoga la pratica diretta è
indispensabile. Il semplice leggere dei libri, o anche
il ritenersi sinceramente convinti di certe cose dopo averli
letti, è abbastanza inutile.
Nello Yoga le esperienze vengono fatte
in prima persona, nessuno le può fare per noi.
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