Lo Yoga nella vita quotidiana

Yoga in generale

Che senso ha lo Yoga nella vita quotidiana di oggi ? Che senso hanno pratiche millenarie (perché lo Yoga se non è pratica non è niente) nel mondi oggi, in un mondo di velocità e tecnologia, in cui ogni cosa deve essere fatta in fretta, in cui anche il tempo libero (poco o molto che sia) deve essere assolutamente riempito ? E' comprensibile che lo Yoga, per chi non ha mai provato a praticarlo, sembri solo una superstizione.

La risposta si può concentrare in una frase: per una vita più felice. Tutte le innovazioni tecnologiche, il benessere, rendono sicuramente la vita più comoda, ma -purtroppo- non riescono a renderla più felice. La sensazione di vuoto che è dentro di noi (e che si cerca di riempire con gli riempitivi, quali TV, musica, intrattenimenti vari, lavoro, carriera, successo, denaro e altro) viene forse a sparire in questa società ? Oppure, dal momento che è sufficiente lavorare per meno ore, e meno duramente, rispetto a qualche secolo fa, la sensazione di vuoto è anche più profonda?

Tramite lo Yoga, e con questo mi riferisco soprattutto alle pratiche più avanzate e sottili, e in particolare alla meditazione, ma anche a quelle meno avanzate (perché ciascuna pratica è avanzata o meno a seconda dell'individuo che la esegue), si va proprio ad affrontare questo vuoto. E non si cerca di riempirlo, bensì di affrontarlo alla radice, andando per gradi, ognuno secondo la sua evoluzione.

Si viene così a vivere la vita meglio, e più intensamente. Via via che si progredisce nella meditazione, la mente diviene più leggera e meno attaccata (probabilmente dipende dal fatto che la mente, divenuta più limpida, percepisce le cose con maggiore chiarezza). La giornata sembra diventare di 36 ore, le esperienze sono più vive, c'è spazio per fare tutto. Si mette in moto un'energia che riempie tutto il nostro essere.

Tutto questo comincia fin dai primi giorni di meditazione (seppure in misura minore, come è comprensibile che sia) e va avanti fino a che noi lo vorremo. Starà a noi decidere se continuare a vivere in una sempre maggiore consapevolezza, oppure far cessare tutto e tornare lentamente allo stato precedente, lasciando che la mente ricostruisca piano piano tutta la ragnatela -chiamata Maya- in cui eravamo avvolti prima (questo perché le ore di pratica portano via tempo, e a volte si pensa di non averne più bisogno proprio quando si cominciano a fare degli importanti progressi).




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